Indice articoli



6 - Le creme solari

La protezione dai raggi UV si può ottenere, come specificato nel paragrafo precedente, attraverso l’uso di particolari creme. Vediamo ora nel dettaglio come queste si compongono che come agiscono.
Cominciamo innanzitutto a specificare che esistono diversi tipi di creme protettive: esistono infatti filtri solari chimici e filtri solari fisici. Entrambi comunque sono caratterizzati dall’SPF (Sun Protector Factor), più comunemente conosciuto come fattore di protezione (Il numero presente sulle confezioni delle creme solari).
I due tipi di filtri sono fortemente differenti nel principio di funzionamento. Vediamone le caratteristiche:

Filtri chimici: Questi filtri sono molecole scelte tra quelle in grado di assorbire e convertire l'energia delle radiazioni ultraviolette in calore o fluorescenza. Tuttavia, nell'esplicare la propria azione protettiva, alcuni filtri subiscono trasformazioni strutturali che ne alterano le caratteristiche filtranti e la capacità protettiva e possono determinare il rilascio di diversi prodotti di degradazione, dei quali non sempre è accertata l'innocuità. Una scarsa foto stabilità (ovvero instabilità molecolare dovuta alla luce), ovviamente determina una riduzione della capacità protettiva. Filtri scarsamente fotostabili nel campo UVB sono l'octil-metossicinnamato e il 2-etil-exil-4-dimetilaminobenzoato e nel campo UVA, il butil-metossi-dibenzoilmetano.

Una riduzione della capacità filtrante nella zona UVB comporta un maggior rischio di scottatura, mentre una riduzione della capacità filtrante UVA (emessa anche dalle lampade abbronzanti) può passare inosservata, per l'assenza di scottature, esponendo però a un maggiore rischio degli effetti dannosi cronici caratteristici di questa banda: invecchiamento della pelle e fotosensibilizzazione. In fondo a questa parte si trova una tabella che mostra come si comportano diverse sostanze chimiche a confronto.

Filtri fisici: Questi filtri sono molecole inerti (al contrario dei filtri chimici) che riflettono la radiazione ultravioletta. Sono preparazioni formulate con derivati di metalli (ossido di zinco, biossido di titanio) che hanno propietà riflettenti dei raggi UV: i raggi UV non sono assorbiti ma riflessi dalla superficie cutanea. L’azione è quindi diversa dai filtri chimici. Lo svantaggio degli schermi fisici è che conferiscono un aspetto "sbiancato" alla cute, che è poco accettato cosmeticamente ed inoltre l’abbronzatura non è uniforme, ma chiazzata (a seconda delle zone cutanee con maggiore o minore filtro fisico).



SPF


L’SPF di entrambi viene calcolato dividendo il tempo di 1 MED con filtro per il tempo di 1 MED senza filtro

SPF= tempo 1 MED (con filtro)/ tempo 1 MED (senza filtro)

In pratica il tempo per il quale possiamo stare al sole viene moltiplicato per l’SPF: se normalmente possiamo stare al sole per 10 minuti, con un filtro che ha SPF 6 potremo stare un’ora.
In realtà bisogna precisare che l’SPF si riferisce solo ai raggi UVB (i quali vengono bloccati dalle sostanze chimiche nei filtri chimici) ma non agli UVA, per i quali non c’è metodo di misurazione condiviso.



Stampa   Email